Por Enrico Medi
«Cuando digo a un joven: mira, allí hay una estrella nueva, una
galaxia, una estrella de neutrones, a cien millones de años luz de
lejanía. Y, sin embargo, los protones, los electrones, los
neutrones, los mesones que hay allí son idénticos a los que están en
este micrófono (...). La identidad excluye la probabilidad. Lo que
es idéntico no es probable (...). Por tanto, hay una causa, fuera
del espacio, fuera del tiempo, dueña del ser, que ha dado al ser,
ser así. Y esto es Dios (...). «El ser, hablo científicamente, que
ha dado a las cosas la causa de ser idénticas a mil millones de
años-luz de distancia, existe. Y partículas idénticas en el universo
tenemos 10 elevadas a la 85a potencia... ¿Queremos entonces acoger
el canto de las galaxias? Si yo fuera Francisco de Asís proclamaría:
¡Oh galaxias de los cielos inmensos, alabad a mi Dios porque es
omnipotente y bueno! ¡Oh átomos, protones, electrones! ¡Oh canto de
los pájaros, rumor de las hojas, silbar del viento, cantad, a través
de las manos del hombre y como plegaria, el himno que llega hasta
Dios!»
Enrico Medi nasce
a Porto Recanati il 26 aprile 1911: suo padre esercita nel paese la
professione di medico chirurgo. Frequenta le elementari nella scuola
dell"allora Corso Vittorio Emanuele III° (oggi Corso Matteotti).
Medi è ancora giovanissimo quando lascia le sponde dell"Adriatico
per approdare a Roma, dove, appena diciassettenne, entra
nell"università laureandosi a 21 anni in fisica pura con Enrico
Fermi.
Libero docente di Fisica terrestre nel 1937, è
chiamato nel 1942 alla cattedra di fisica sperimentale
dell"Università di Palermo. La prima tesi al mondo sul neutrone è
opera sua, così come le prime esperienze sul radar che raccolsero
però l"ignorante supponenza delle autorità pubbliche del tempo.
Anche i suoi studi sulle fasce ionizzanti dell"alta atmosfera
subirono la stessa sorte.
Occorrerà attendere cinque anni e
la segnalazione dell"americano Van Allen per rendersi conto, con
colpevole ritardo, che Medi aveva ragione.
Dopo la triste
esperienza della guerra e del fascismo, nel 1946 Medi è eletto
nell"Assemblea Costituente e successivamente è deputato al
parlamento nella prima legislatura della Repubblica. La sua carriera
politica giunge al culmine nel 1971 quando risulta primo degli
eletti (75.000 voti di preferenza) al Consiglio Comunale di Roma.
Ma, come ricorda Federico Alessandrini, egli era un uomo che "mal si
adattava al compromesso, alla concessione sistematica, alla
reticenza.... preferì, dunque, ritirarsi per continuare un"azione
volta a formare gli uomini...".
Già dal 1949 è direttore
dell"Istituto Nazionale di Geofisica e titolare della cattedra di
Fisica terrestre presso l"Università di Roma: nel 1958 è nominato
Vice-Presidente dell"Euratom. Il suo nome divenne noto al grande
pubblico soprattutto per i suoi interventi alla televisione. Con
chiarezza e semplicità di espressione svolse un ruolo importante nel
campo della divulgazione scientifica e con grande successo personale
il 21 Luglio 1969 commentò a tutti gli italiani lo sbarco sulla Luna
dell"astronauta Amstrong. |